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Camposcuola diocesano ACR PDF Stampa E-mail
Scritto da Azione Cattolica   
Sabato 18 Settembre 2010 08:55
1homeDove eravamo rimasti? Ah, ricordo! Vi avevo lasciati qualche giorno prima della partenza dei nostri acierrini Dafne, Silvia e Simona (1a Media), Annalaura, Corrado Giandomenico, Maria Giovanna e Noemi (2a Media) al campo-scuola diocesano per la fascia 12/14 che quest’anno si è tenuto a Gualdo Tadino (PE) dall’8 al 12 Agosto.
Cercherò di farvi un riassunto di ciò che i ragazzi e i loro educatori Maria Antonietta e Claudio hanno vissuto in quei giorni.
Piccola premessa: questo articolo è una narrazione dei fatti di un educatore, Claudio. Avrei voluto scrivere in maniera impersonale, ma io e Maria Antonietta abbiamo vissuto in maniera differente le varie esperienze con ragazzi diversi, quindi mi risultava difficile non scrivere in prima persona. (continua) [FOTO]
Vi racconto una giornata tipo di questo magnifico campo-scuola. Ci si alzava, solitamente, alle 7.15 (ovviamente i poveri educatori un po’ prima). Ora, molti ragazzi avevano bisogno di un risveglio abbastanza aggressivo altrimenti rimanevano ancorati ai letti. Ed ecco che tra urla, tapparelle alzate all’improvviso, ragazzi buttati letteralmente giù dal letto e, dulcis in fundo, il suono della mitica vuvuzela iniziava la giornata. Dopo questo enorme trambusto, si andava in cappella per la preghiera mattutina, nella quale, ogni giorno, c’era un segno particolare inerente al brano della “Regola” o della “Leggenda” di S. Chiara.
Finito il momento di preghiera si andava a fare colazione. Premetto subito che i ragazzi erano divisi in gruppi di lavoro (dai nomi improbabili come “scopette”, “palette”, ecc…) e avevano il compito di lavare per terra o i bagni, servire i tavoli durante i pasti, riordinare i luoghi esterni alla struttura e dare una mano per il riordino della cucina.
In base al giorno e al gruppo di appartenenza, i nostri ragazzi, assieme agli educatori, si sono cimentati nelle faccende che potremmo definire domestiche… detto fra noi, questo è un modo per stimolare i ragazzi a darsi da fare nelle proprie case… ai genitori l’ardua sentenza.
Ma ritorniamo alla colazione. Si poteva scegliere tra latte con caffè o nesquik, the, biscotti e pane e nutella: e proprio quest’ultima diveniva causa di furti specialmente tra gli educatori.
Dopo un abbondante pasto, tutti nelle stanze per lavarsi i denti e poi dritti nell’oratorio con affianco il campo da calcio.
La mattinata proseguiva con la drammatizzazione, da parte degli educatori, di alcune scenette riguardanti Suor Agnese, una sua consorella e Fra Rufino che spiegavano ai ragazzi lo stile di vita e la storia di S. Chiara.
La parola passava a don Donato Liuzzi, assistente diocesano del settore ACR, che aiutava i ragazzi a capire meglio quanto espresso nella drammatizzazione e a rapportarlo ai nostri giorni e alla vita quotidiana.
In seguito ci si divideva nei vari gruppi di lavoro per l’attività mattutina dove non mancava mai il confronto e la comprensione del messaggio e della regola di vita di S. Chiara attraverso giochi e momenti di vera riflessione come il “deserto”. In questa occasione, i ragazzi, sempre divisi nei gruppi di lavoro, sono stati portati in un bosco e assieme agli educatori hanno riflettuto, prima singolarmente e poi in gruppo, sul brano evangelico della Trasfigurazione e su alcuni brani della “Leggenda” di S. Chiara.
Dopo l’attività mattutina, c’era quasi sempre un’oretta di svago o di gioco. I ragazzi erano divisi anche in otto squadre, con i nomi di alcuni colori, che gareggiavano tra loro in diversi giochi molto divertenti! Se non si giocava in quell’ora, si ballava. La canzone più gettonata rimaneva “Waka waka” di Shakira della quale abbiamo imparato anche i gesti.
Verso le 13 tutti a fare la pappa! Ringraziando il cielo, sia a pranzo che a cena, abbiamo mangiato bene (grazie ai cuochi che ci siamo portati da Fasano): parmigiana, pasta al forno, spinacine, pasta al sugo con cacio, pasta con i funghi e la panna, wurstel e patatine, panzerotti, focacce… ci siamo abbuffati, diciamo la verità!
Tutti vi aspettate che dopo il pranzo, ci andavamo a riposare: sbagliato! Infatti i vari gruppi di lavoro si davano da fare nelle pulizie delle camere, dei bagni, dei corridoi e degli ambienti esterni che utilizzavamo. Quindi altro che pisolino pomeridiano!
Dopo tutto queste faccende, ritornavamo in oratorio per le attività pomeridiane. La prima era tutta personale: ai ragazzi era stato consegnato il primo giorno un quaderno intitolato “La mia regola” dove, sull’esempio di S. Chiara, dovevano scrivere giorno per giorno la propria personalissima regola di vita da seguire e da meditare.
Tutti hanno scritto dei pensieri molto belli e profondi dei quali, speriamo, facciano buon uso dopo il campo-scuola.
Finito ciò, arrivava il tempo del “Grande Gioco” ovvero un gioco che durava fino le 18 e che coinvolgeva le varie squadre che cercavano di vincere per accumulare punti per scalare la classifica. Un gioco molto bello è stata una specie di caccia al tesoro per le vie di Gualdo Tadino dove erano posizionati quattro stand e dove i ragazzi erano chiamati ad affrontare altrettante prove per ricevere un oggetto utile alla guarigione di S. Chiara da una malattia.
Pomeriggio particolare è stato quello di martedì 10 agosto dove i ragazzi hanno avuto l’occasione di poter ricevere il sacramento della confessione e di meditare sulla propria vita grazie alle parole di don Donato.
Ma torniamo a noi. Alle 18, finalmente ci si poteva rifocillare grazie alla squisita merenda preparata dai cuochi. Ed è proprio in questo momento che i cellulari degli educatori cominciavano a squillare in continuazione grazie alle telefonate dei genitori che volevano parlare con i propri figli. Dovevate vedere gli educatori correre alla ricerca dei ragazzi oppure urlare a squarcia gola i loro nomi… uno spasso!
Divorata la merenda, alle 19 c’era o il momento dell’icona oppure un momento di preghiera. I ragazzi, durante il campo-scuola, hanno dipinto un’icona del Cristo benedicente che hanno portato a casa come ricordo.
Molto significativa è stata l’Adorazione Eucaristica di mercoledì 11, dove ognuno di noi ha potuto contemplare il Cristo Eucarestia nella preghiera, nella meditazione interiore  e attraverso le parole del nostro don.
Una volta arrivate le 20.30 circa, arrivava il momento della cena sempre abbondante e deliziosa! Durante i pasti, si aveva l’opportunità di conoscersi, di scherzare e di farsi quattro risate. Piccola nota: di tutto quello che si cucinava, non avanzava pressoché nulla… e c’era chi faceva sempre il bis!
Dopo aver riempito lo stomaco con tante leccornie, tutti nel campo di calcio per un altro gioco. Tra piramidi umane (di cui la mia schiena non ha un buon ricordo!), memory, battaglie navali molto particolari, la serata passava tra il divertimento e la gioia di stare insieme.
Non tutte le serate, però, hanno avuto come svolgimento un gioco. Due sono state le serate “diverse” dal solito.
La prima è stata la veglia sotto le stelle dove i ragazzi hanno vissuto un bellissimo momento di preghiera e di riflessione attraverso canti, segni, gesti, brani sulla vita di S. Chiara e S. Francesco ed evangelici. Una serata dove al centro è stata messa la fede e l’amore verso Dio. La seconda serata insolita è stata quella di mercoledì 11 dove, nel campo di calcio, è stata ambientata una discoteca (chiamata “MO..VITO”) con tanto di tavolini, sedie e postazione bevande prettamente analcoliche! Al termine di balli molto moderni, c’è stata l’elezione (da parte degli educatori) di Miss Campo, Mister Campo, Miss Mo…vito, Mister Mo..vito e tanti altri ancora.
Solitamente le serate terminavano alle 24 con la compieta e poi… tutti rigorosamente a nanna mentre gli educatori facevano il punto sulla giornata trascorsa e quella che verrà.
Bene, vi ho parlato di una giornata tipo del campo-scuola che i ragazzi vivevano non senza problemi (specialmente per il poco tempo per riposare!).
Ma adesso, brevemente, vi parlo dell’ultima giornata, quella di giovedì 12 agosto. Dopo la colazione e la Celebrazione Eucaristica del Mandato, tutti nel pullman: destinazione Assisi!
Arrivati nella città umbra, i ragazzi si dividono nei gruppi di lavoro e cominciano la visita di questo ameno luogo.
Per prima cosa, visitiamo la Basilica di S. Francesco dove è sita la tomba del santo patrono d’Italia sulla quale i ragazzi hanno avuto il tempo di pregare e riflettere. Poi, ci siamo spostati presso la Cattedrale di S. Rufino al cui interno c’è il fonte battesimale dove sono stati battezzati S. Chiara e S. Francesco.
Conclusa la visita della cattedrale, gambe in spalla per raggiungere la chiesa di S. Damiano. Devo ammettere che è stato veramente faticoso raggiungere questa meta, distante dal centro abitato e soprattutto sotto il sole cocente.
Dopo una fatica enorme, raggiungiamo la chiesa e ci fermiamo per riposare un attimo (qualcuno ha letteralmente dormito!).
Visitata anche quest’ultima chiesa, famosa per il suo crocifisso dove S. Francesco pregava molto e per il fatto che S. Chiara vi soggiornò per un po’ di tempo, concludiamo la visita di Assisi presso la chiesa di S. Chiara.
Qui, però, mi devo scusare con voi lettori perché non posso dirvi cosa è successo lì dentro. Già perché mentre i ragazzi erano dentro la chiesa, io ero in giro per Assisi con il mio amico Marco (ovviamente di Assisi) che non vedevo da un anno. Quindi, per quanto riguarda la visita alla chiesa di S. Chiara, dove è seppellita la santa, non posso dirvi altro.
Arrivano le 16 ed è ora di partire, di tornare a casa.
Un’esperienza stupenda, unica, vissuta pienamente dagli educatori e dai ragazzi della quale rimarrà un ricordo indelebile. Avremmo vissuto altri giorni di campo-scuola, ma ogni cosa ha un inizio e una fine… è finito il campo, ma non cesseranno mai i bei rapporti di amicizia nati durante questi magnifici giorni.
Claudio C.